Milan Kundera

30Gen10

La trasgressione discreta

«Per un traduttore l’autorità suprema dovrebbe essere lo stile personale dell’autore. La maggior parte dei traduttori obbedisce invece a un’altra autorità: quella del bel francese, del bel tedesco, del bell’inglese, ecc. – che sono poi il francese, il tedesco, l’inglese, ecc. che si imparano a scuola. Il traduttore considera se stesso l’ambasciatore di questa autorità presso l’autore straniero. E qui sbaglia: ogni autore di qualche talento trasgredisce il «bello stile», e proprio in questa trasgressione sta l’originalità (e quindi la ragion d’essere) della sua arte. Il primo sforzo del traduttore dovrebbe essere quello di capire questa trasgressione. Il che non è difficile quando si tratta di Rabelais, o Joyce, o Céline, in cui la trasgressione è lampante. Ma ci sono autori che trasgrediscono il «bello stile» in maniera delicata, appena visibile, nascosta, discreta; in questo caso non è facile coglierla, ma è tanto più importante riuscirci.»

Les testaments trahis, 1993. Trad. it.: I testamenti traditi, Adelphi, Milano, 1994.


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