Franco Nasi

23Mar10

Ritornare sul proprio lavoro

«Quando si traduce si sa che nell’arco di un tempo a volte non lungo la fatica sarà resa vana da una nuova traduzione. Ogni generazione, ed è un luogo comune ormai, impone i propri traduttori. A volte è lo stesso traduttore, a distanza di anni, a sentire il bisogno di ritornare sul proprio lavoro, non solo per limarlo, ma per riscriverlo completamente. E questo non tanto perché ha imparato meglio la lingua da cui traduceva, ma perché è cambiato il suo modo di parlare e di scrivere nella lingua in cui traduce, è cambiato il modo di leggere quel testo: perché nel frattempo ci sono state altre traduzioni, altre interpretazioni, altri testi letterari…»

Poetiche in transito. Sisifo e le fatiche del tradurre, Medusa, Milano, 2004.


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