Renata Colorni

11Apr10

Trovare, nella lingua d’arrivo, uno stile

«Quando i giovani mi chiedono consigli per avviarsi a questo mestiere, io dico sempre di leggere molto, moltissimo, ma in italiano. Dobbiamo muoverci con versatilità e capacità mimetica nell’universo della nostra letteratura, non dimentichiamolo; quello che differenzia un buon traduttore letterario da un semplice traghettatore di contenuti che opera una versione di servizio, interlineare, è la capacità di trovare, nella lingua d’arrivo, uno stile. Per fare questo dev’essere lui stesso un po’ scrittore. Provo a chiarire: un buon traduttore dev’essere in grado di ritagliare un posto per la voce di Thomas Bernhard all’interno della lingua letteraria del Novecento, operazione delicata e difficile che ha un suo valore artistico vero.»

“Sulle spalle di un gigante”, intervista di Ilide Carmignani, in I. Carmignani, Gli autori invisibili, Besa, Nardò, 2008.



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