Felipe Alfau

25Set10

Cominciano le complicazioni

«The moment one learns English, complications set in. Try as one may, one cannot elude this conclusion, one must inevitably come back to it. This applies to all persons, including those born to the language and, at times, even more so to Latins, including Spaniards. It manifests itself in an awareness of implications and intricacies to which one had never given a thought; it afflicts one with that officiousness of philosophy which, having no business of its own, gets in everybody’s way and, in the case of Latins, they lose that racial characteristic of taking things for granted and leaving them to their own devices without inquiring into causes, motives or ends, to meddle indiscreetly into reasons which are none of one’s affair and to become not only self-conscious, but conscious of other things which never gave a damn for one’s existence.»

Felipe Alfau, Chromos, Dalkey Archive Press, 1999. Trad. in spagnolo: Cromos, di María Teresa Fernández de Castro, Barcelona, Seix Barral, 2001.

Il brano è citato in Bartleby e compagnia di Enrique Vila-Matas (2000), trad. it. di Danilo Manera, Feltrinelli, 2002:

«Dopo aver imparato l’inglese cominciano le complicazioni. Per quanto ci provi, arrivi sempre a questa conclusione. Ciò si può applicare a tutti, a quelli che lo parlano dalla nascita, ma soprattutto ai latini, spagnoli compresi. Si manifesta rendendoci sensibili a implicazioni e complessità che non avremmo mai preso in considerazione, ci fa sopportare la persecuzione della filosofia, che, senza una funzione specifica, si intromette in tutto e, nel caso dei latini, provoca la perdita di una delle loro caratteristiche razziali: il prendere le cose come vengono, lasciandole in pace, senza indagarne le cause, i motivi o le finalità, senza l’indiscrezione di intromettersi in faccende che non sono di loro competenza, e li fa diventare non solo insicuri, ma anche coscienti di questioni di cui non gli importava nulla fino a quel momento».

Nato a Barcellona nel 1902, Felipe Alfau fino al 1916, anno in cui la sua famiglia emigra a New York. Il suo primo romanzo, Locos: A Comedy of Gestures, scritto in inglese nel 1928, uscì soltanto nel 1936 con postfazione di Mary McCarthy. Il romanzo successivo, Chromos, della fine degli anni Quaranta, non trovò un editore fino al 1990, quando fu scoperto da Steven Moore della Dalkey Archive Press e fu fra i candidati di quell’anno al National Book Award. Alfau è morto nel 1999. A lungo si guadagnò da vivere come traduttore presso la Morgan Bank a Manhattan.

La traduzione in spagnolo di Cromos, a opera di María Teresa Fernández de Castro, è uscita da Seix Barral, Barcellona, nel 1991.


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