Tabarovsky + Paul de Man + Copi

09Apr11

La sofferenza della lingua

«Una frase de Paul de Man: “En lo que hace a la ficción, el trabajo de la traducción conlleva el sufrimiento de la lengua original”. ¿Pero, qué ocurre cuando la ficción se escribe ya en otra lengua como traducción de la lengua original? ¿Cuando la ficción se escribe en una lengua extranjera porque la lengua original no alcanza, no es suficiente? En ese caso más que a un sufrimiento, la ficción somete a la lengua original a un estado de vacilación, de tartamudeo, de paradoja. A un exilio permanente, a la duda sobre la propia noción de original. En Argentina esa experiencia lleva un nombre: Copi».

Damián Tabarovsky, Literatura de izquierda (Buenos Aires, 2004), Periférica, Cáceres, 2010, p. 53.

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«Una frase di Paul de Man: “Riguardo alla narrativa, il lavoro di traduzione comporta la sofferenza della lingua originale”. Ma che cosa accade quando una narrazione è già scritta in un’altra lingua come se fosse una traduzione dalla lingua originale? Quando una narrazione è scritta  in una lingua straniera perché la lingua originale non basta, non è sufficiente? In questo caso, più che a una sofferenza, la scrittura condanna la lingua originale uno stato di esitazione, di balbettio, di paradosso. A un esilio permanente, al dubbio sulla nozione stessa di originale. In Argentina questa esperienza ha un nome: Copi».

Traduzione mia.


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