Esther Cross + Conrad

10Apr11

Conrad in polacco

«–Soy traductor de Conrad –dijo el príncipe mientras daba un paso hacia delante y después medio paso para atrás.
[…]
Y agregó:
–Jósef Teodor Konrad Nalecz Korzeniowski, para ser exactos. Mire ese nombre. Lleva su tiempo memorizarlo. ¿Por qué olvidarlo después? A veces es bueno ser fiel a los recuerdos.
[…]
–Qué interesante –le dije–, traduce Conrad al castellano.
El príncipe Olenski arqueó una ceja.
–No, traduzco Conrad del inglés al polaco, que era su lengua original. Conrad era un escritor equivocado. Él era polaco, no tendría que haber escrito en inglés. Otros escritores pueden hacerlo porque el segundo idioma les resulta natural. Nos pasa a muchos. Usted, por ejemplo, llamaría a las cosas por su nombre si hablara en italiano. Y yo maldigo en alemán. Pero Conrad escribió en inglés porque era impaciente. Hace tiempo que todos los caminos parecen llevar al inglés. Por qué apurarse. Lo considero extremo. Lo mejor de sus historias nos hubiera llegado si las hubiéramos leído escritas por él en polaco y luego traducidas por alguien al inglés. Que era lo que él quería. Verse en inglés. Pero no tuvo paciencia y no quiso aceptar intermediarios. Mi trabajo consiste en traducir sus libros del inglés al polaco. Cuando vuelvan a traducirlos al inglés, van a ser totalmente diferentes a los que él mismo escribió en inglés, aunque tendrán, desde ya, su sello personal.»

Esther Cross, El traductor de Conrad, racconto pubblicato in «Verano/12», supplemento a «Página/12», Buenos Aires, 2 febbraio 2011.

˜

«— Sono il traduttore di Conrad — mi disse il principe facendo un passo avanti e poi un mezzo passettino indietro.
[…]
E aggiunse:
— Józef Teodor Konrad Nałęcz Korzeniowski, per essere esatti. Pensi un po’ che nome. Ci vuole il suo tempo per mandarlo a memoria. Poi, perché dimenticarlo? A volte è bene essere fedeli ai ricordi.
[…]
— Molto interessante — gli dissi. — Lei traduce Conrad in spagnolo.
Il principe Olenski alzò un sopracciglio.
— No, io traduco Conrad dall’inglese al polacco, che era la sua lingua originale. Conrad, come scrittore, sbagliava. Era polacco, non avrebbe mai dovuto scrivere in inglese. Altri scrittori possono farlo, perché per loro la seconda lingua è naturale. Succede a molti. Lei, per esempio, chiamerebbe le cose col loro nome se parlasse in italiano. E io impreco in tedesco. Ma Conrad scrisse in inglese perché era impaziente. Già allora sembrava che tutte le vie portassero all’inglese. Ma perché avere fretta? Lo considero un eccesso. Il meglio delle sue storie ci sarebbe arrivato ugualmente se lui le avesse scritte in polacco e qualcun altro le avesse tradotte in inglese. Che poi era quello che voleva lui. Vedersi in inglese. Ma non aveva pazienza e non accettò intermediari. Il mio lavoro consiste nel tradurre i suoi libri dall’inglese al polacco. Una volta ritradotti in inglese, saranno completamente diversi da come lui li scrisse in inglese, ma avranno, glielo assicuro, la sua impronta personale.»

Traduzione mia.


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