Umberto Eco

25Apr11

Raccontare i saggi

«Debbo spiegare questo punto perché lo ritengo essenziale, sia per capire la mia attività di saggista che il mio (tardo) futuro di narratore.
Quando ho discusso la mia tesi di laurea sul problema estetico in Tommaso di Aquino, mi aveva colpito un’obiezione del secondo relatore (Augusto Guzzo, che peraltro aveva poi pubblicato il mio elaborato così com’era): in sostanza, mi aveva detto, tu hai messo in scena le varie fasi della tua ricerca, come se si trattasse di una inchiesta, annotando anche le false piste, le ipotesi che hai poi scartato; mentre lo studioso maturo consuma queste esperienze ma poi restituisce in pubblico (nella stesura finale) solo le conclusioni. Io avevo riconosciuto che la mia tesi era proprio come diceva lui, ma non lo sentivo come un limite. Anzi, fu proprio in quel momento che mi convinsi che ogni ricerca “va raccontata” in questo modo. E così credo di aver fatto per tutte le mie opere saggistiche seguenti.»

“Come scrivo”, in Sulla letteratura, Bompiani, Milano, 2002. Una prima versione di questo scritto è contenuta in Maria Teresa Serafini (a cura di), Come si scrive un romanzo, Bompiani, Milano, 1996.


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