Gabriele D’Annunzio

12Feb13

pen&handgold

Andrea Sperelli compone versi

Gli vennero alla memoria i primi versi d’una canzone del Magnifico:

Parton leggieri e pronti
dal petto i miei pensieri…

Quasi sempre, per incominciare a comporre, egli aveva bisogno d’una intonazione musicale datagli da un altro poeta; ed egli usava prenderla sempre dai verseggiatori antichi di Toscana. Un emistichio di Lapo Gianni, del Cavalcanti, di Cino, del Petrarca, di Lorenzo de’ Medici, il ricordo d’un gruppo di rime, la congiunzione di due epiteti, una qualsiasi concordanza di parole belle e bene sonanti, una qualunque frase numerosa bastava ad aprirgli la vena, a dargli, per così dire, il la, una nota che gli servisse di fondamento all’armonia della prima strofa. Era una specie di topica applicata non alla ricerca degli argomenti ma alla ricerca dei preludii.

Il piacere (1889), edizione Oscar Mondadori, p. 143.


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