Beccaria e Pascoli e Wiener

13Ott13

Black on Maroon 1958 by Mark Rothko 1903-1970

Il verde e il viola della lingua

«La lingua è sentita a un certo punto (basterebbe citare confessioni espilcite, da Baudelaire a Musil a Pascoli) come il risultato di processi statici: «grigia», dice Pascoli, scolorita, come se i parlanti fossero tutti daltonici. Il suono può ridestarla. […]
Uno scrittore moderno, Oswald Wiener, nel suo Verbesserung von Mitteleuropa (1969) ci fa leggere a un certo punto:

Il mio colore preferito è il verde, il suo il viola; ci piace lo stesso colore perché, se potessimo confrontare le nostre sensazioni, il mio verde sarebbe il suo viola. Ma per termine di confronto abbiamo solo la lingua.

Pascoli, credo, avrebbe sottoscritto.»

[1982]

Gianluigi Beccaria, Le forme della lontananza, Garzanti, Milano, 1989; 2001, p. 179.


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