Constantino Bértolo

14Ott15

carl-hammoud

Organizzare la non lettura

«Si uno lo piensa bien, el trabajo de una editorial es organizar la no lectura. Imaginate que a una editorial muy discreta llegan unos 500 manuscritos como mínimo. ¿Vas a leer los 500 manuscritos? ¿Qué haces con esto? Seamos honrados, vamos a hacer una criba. Ahora bien, ¿a qué se llama leer en una editorial? En gran parte a no leer. Abro una novela y la dedicatoria dice: “A mi mamá que siempre…”, entonces yo no sigo leyendo esa novela. Paso la primera página y leo: “Era de noche y sin embargo llovía…” Bueno, ¿para qué voy a seguir leyendo? Parte del trabajo de un editor es eliminar lectura. En una criba que haces a partir del conocimiento y sabiduría de tu trabajo como editor de esos 500 quedan 100, siendo generosos, pero 60 que hay que leer. Si tienes una editorial con infraestructura, se los das a un grupo de lectores que has elegido. Ellos te hacen unos informes y tu propia práctica te hace darte cuenta de que hay 40 que no vas a leer. Al final, lo que lees es 20. ¿Pero qué es lo que has hecho realmente? No leer 480. ¿Se entiende en qué consiste el trabajo paradójico del editor?».

˜

«Se uno ci pensa bene, il lavoro di una casa editrice è organizzare la non lettura. Considera che a una casa editrice medio-piccola arrivi un minimo di 500 manoscritti. Li leggi tutti e 500? Che ne fai di tutta quella roba? Siamo onesti, bisogna fare una selezione. Quindi, che cosa chiamiamo leggere in una casa editrice? In gran parte, il non leggere. Apro un romanzo e la dedica dice: “Alla mia mamma che mi ha sempre…”, e allora non vado avanti a leggere quel romanzo. Giro la prima pagina e leggo: “Era notte e tuttavia pioveva…”,  be’, perchè continuare? Parte del lavoro di un editore è eliminare la lettura. È una selezione che fai a partire dalla conoscenza e dall’esperienza del tuo lavoro di editore. Di quei 500 ne rimangono 100, a voler esser generosi, ma 60 sono quelli da leggere. Se hai una casa editrice con dei collaboratori, lo dai a un gruppo di lettori che hai scelto. Loro ti fanno delle schede e la pratica che hai del mestiere ti permette di capire che ce ne sono 40 che non leggerai. Alla fine, ne leggi 20. Ma che cos’hai fatto in realtà? Non ne hai letti 480. Si capisce adesso in che cosa consiste il lavoro paradossale dell’editore?”

Silvina Friera, «No concibo la literatura como un campo autónomo», intervista a Constantino Bértolo in «Radar», supplemento a «Página/12» Buenos Aires, 14 ottobre 2015.


No Responses Yet to “Constantino Bértolo”

  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: