incipit

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Mario Bellatin

Cada vez que ingreso al consultorio me hago las mismas preguntas. Mirar la mesa de metal, con las cintas de cuero colgando de sus lados, hace que me cuestione si estoy realmente interesado en recibir a la docena de pacientes que diariamente llena mi consulta. El constante trato con mujeres parece haber modificado mi carácter. Siento que tocar sus cuerpos sólo con fines médicos deforma de algún modo mis deseos.

Damas chinas, Anagrama, Barcelona, 2006.
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Ogni volta che entro nel mio studio mi pongo le stesse domande. Mi basta vedere il lettino di metallo, con le staffe ai lati, per chiedermi quanto davvero mi interessi ricevere la dozzina di pazienti che ogni giorno affolla la mia sala d’attesa. Il continuo contatto con le donne deve aver modificato il mio carattere. Sento che toccare i loro corpi a fini esclusivamente professionali deforma in qualche modo i miei desideri.

Dama cinese, Editori Riuniti, Roma, 2007.

Roberto Bolaño

Nací en 1953, el año en que murió Stalin y Dylan Thomas. En 1973 estuve ocho días detenido por los militares golpistas de mi país y en el gimnasio en donde tenían a los presos políticos encontré una revista inglesa con un reportaje fotográfico de la casa de Dylan Thomas en Gales. Yo creía que Dylan Thomas había muerto pobre y la casa me pareció magnífica, casi como una casa encantada en medio del bosque.

Entre paréntesis, Anagrama, Barcelona, 2004.

Sono nato nel 1953, l’anno in cui morirono Stalin e Dylan Thomas. Nel 1973 fui incarcerato per otto giorni dai militari golpisti del mio paese, e nella palestra dove venivano tenuti i prigionieri politici trovai una rivista inglese con un reportage fotografico sulla casa di Dylan Thomas nel Galles. Io credevo che Dylan Thomas fosse morto povero e quella casa mi parve magnifica, come una casa incantata nel bosco.

Tra parentesi, Adelphi, Milano, 2010.

Antonio Di Benedetto

La cancel da directamente al menguado patio de baldosas. Yo abro la cancel y encuentro el ruido.
Lo busco con la mirada, como si fuera posible determinar su forma y el alcance de su vitalidad. Viene de más lejos de los dormitorios, de un terreno desocupado que yo no he visto nunca, los fondos de una casa espaciosa que emerge en otra calle.
Desde el umbral de la cocina, mi madre me previene:
—Ha sido así toda la mañana.
—Y qué es? —quiero establecer, desconcertado.

El silenciero (1964), Adriana Hidalgo, Buenos Aires, 2004

Il cancello dà direttamente nell’esiguo cortile in mattonelle. Apro il cancello e trovo il rumore.
Lo cerco con lo sguardo, quasi fosse possibile determinare la sua forma, e il limite della sua vitalità. Viene da oltre le camere da letto, da un terreno sgombro che non ho mai visto, il retro di una casa spaziosa che emerge su un’altra via.
Dalla soglia della cucina, mia madre mi previene:
«È stato così tutta la mattina.»
«Cos’è?» voglio capire, sconcertato.

L’uomo del silenzio, Rizzoli, Milano, 2006.



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